Anche quest'anno Genova Antifascista organizza il corteo del 30 giugno, con la partecipazione di ANPI e CGIL, oltre che delle realtà aderenti a Genova Antifascista.

Appuntamento alle 17 davanti alla Stazione Marittima.

Non manchiamo, compagni!

Davide

 

 

 

 

PER UN 30 GIUGNO ANTIFASCISTA

PER GENERALIZZARE LE LOTTE E COLPIRE UNITI

 

         Il 30 giugno 1960 capitò qualcosa che unì la parte più sana della popolazione: la rivolta contro il congresso fascista

         a Genova e contro il Governo Tambroni sostenuto dal MSI. Allora capimmo da che parte schierarci e a difesa di

         quali valori fondamentali. La memoria di quanto successe allora ci serva da esempio anche per l’oggi.

         Perché in tutta Italia, come anche a Genova, sono aumentate le provocazioni, le aggressioni, fino all’omicidio, da

         parte di neofascisti, razzisti omofobi e xenofobi. Perché si rafforzano le organizzazioni politiche populiste e

         nazionaliste, che occupano il potere di Governi e Giunte e forniscono agibilità agli squadristi.

         A Genova le giunte di Toti e di Bucci, infatti, hanno legittimato, difeso e/o patrocinato gli atti dei fascisti, si

         chiamino CasaPound, ForzaNuova o Lealtà&Azione.

         Nel frattempo la repressione viene usata per colpire chi si oppone alla crescita dei fascismi; chi lotta sul luogo di

         lavoro; chi lotta nelle mobilitazioni sociali e si oppone alle grandi opere della speculazione, al saccheggio e alla

         devastazione di interi territori in nome del profitto, alle organizzazioni mafiose e alle politiche di generale

         aggressione alle condizioni degli sfruttati e di discriminazione degli oppressi: lavoratori e precari, disoccupati,

         immigrati, donne e identità di genere LGBTQI. Denunce, licenziamenti, multe, processi, daspo urbani, fogli di via

         sono i principali strumenti usati.

         I neofascisti, nel frattempo, alimentano razzismo, xenofobia, omofobia, modelli patriarcali e repressivi, ideologie di

         guerra, e guerre tra poveri, dove gli unici vincitori sono i ricchi e gli sfruttatori.

         Mobilitiamoci per:

         – cacciare le organizzazioni fasciste e chiudere i loro covi, dando applicazione alla Costituzione che vieta “la

                  riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”, e rispettando la memoria di Genova,

                  unica città liberata dall'insurrezione di lavoratori, abitanti e partigiani e, per questo, medaglia d’oro.

         – un lavoro e salari dignitosi e contro lo sfruttamento, le morti e la mancanza di sicurezza; per opporci alla

                  precarietà imposta dai pacchetti Treu al JobsAct, alla cancellazione dei diritti sindacali e di sciopero, al

                   lavoro gratuito in ogni sua forma – stages, alternanza scuola-lavoro, “volontariato” obbligatorio per rifugiati

         – e bloccare la chiusura delle aziende.

         – contrastare le devastazioni ambientali e dei territori per un piano di contrasto al dissesto idrogeologico e per

                   contrastare la ghettizzazione delle periferie costruendo quartieri e comunità solidali, accoglienti, antirazziste

                   e antifasciste in grado di autogestirsi.

         – fermare i tagli e le privatizzazioni di servizi essenziali come la Salute, il Trasporto, la Casa, la Scuola e

                   l’Università, i Servizi Sociali. Perché siano pubblici, universali, gratuiti e di qualità, non sottomessi alle

                   regole della concorrenza e del mercato.

         – opporci alle politiche oscurantiste che provano ad attaccare ulteriormente il diritto all’aborto, i consultori

                   pubblici, i diritti civili della comunità LGBTQI, delle famiglie arcobaleno e l'autodeterminazione delle

                   donne riaffermando il modello patriarcale dominante.

         – combattere la persecuzione dei cosiddetti “reati sociali”, con cui si colpisce chi lotta per i diritti e le

                   necessità di tutti e tutte, mentre è considerato legittimo arricchirsi con sfruttamento, speculazioni,

                   devastazioni, nuove schiavitù. Per un’amnistia generale dei reati sociali.

         – combattere il razzismo e la guerra tra poveri, contro le leggi che aggrediscono i diritti di migranti e rifugiati,

                   criminalizzandoli – come la legge Turco-Napolitano, la Bossi-Fini e il decreto Minniti-Orlando –, contro i

                   nuovi campi di concentramento in Italia e nel Nord Africa con cui si costruiscono frontiere di morte.

         – fermare i venti di guerra a difesa degli interessi imperialistici e predatori di banche e padroni, attraverso la

                   devastazione di intere porzioni di mondo e di umanità – Medio Oriente, EstEuropa, Africa –. Attacchiamo

                   le nostre stesse classi sfruttatrici, in prima linea in questa spartizione.

         – richiedere le dimissioni del sindaco Bucci e del presidente Toti, per quanto già detto nella premessa, e per la

                   loro mancanza di rappresentatività nella popolazione.

 

 

         Per questo facciamo appello a una mobilitazione unitaria e plurale, in cui tutte le anime

        dell’antifascismo possano esprimersi nel rispetto reciproco e delle varie differenze. Per un

        movimento antifascista che promuova il fronte unico di massa e di classe, per colpire uniti la

        minaccia neo-fascista e le politiche portate avanti dai mandanti politici degli squadristi: banchieri,

        padroni, speculatori e partiti di governo.

        Per un antifascismo di lotta, di classe, di massa, riprendiamo gli insegnamenti del 30 Giugno 1960!

        

         Appuntamento a Genova il 30 Giugno 2018 davanti alla Stazione Marittima alle 17